Future Learning and Education
Un’occasione di confronto tra università, progettisti e aziende ha messo in evidenza come la collaborazione tra competenze diverse sia essenziale per ripensare la didattica. In questo scenario, l’esperienza di VideoGecom ha mostrato come i system integrator possano rendere la tecnologia semplice, accessibile e realmente al servizio delle persone.
Partecipare alla tavola rotonda “Future Learning and Education”, organizzata dalla rivista di settore Officelayout di Milano, è stata un’occasione preziosa per confrontarci con università, progettisti e aziende del settore su come la tecnologia stia cambiando il mondo della formazione, e come i System Integrator possano supportare questa evoluzione.
Il contributo di Alessandro Vella, Senior Presales Engineer di VideoGecom, è partito da una convinzione che abbiamo maturato nei numerosi progetti eseguiti per il mondo universitario, e che oggi ci guida in ogni nuova realizzazione: la tecnologia funziona davvero solo se è semplice da usare, accessibile e supportata nel tempo.
Per questo, come system integrator, crediamo che il nostro ruolo sia fondamentale , certamente nei processi di scelta e integrazione di tecnologie e apparati, ma soprattutto dopo l’installazione. Essere accanto ai clienti significa assicurarsi che ogni docente e ogni studente possa usare le dotazioni senza difficoltà, formare gli utilizzatori in maniera che si sentano sicuri e a loro agio, e mantenere gli impianti sempre performanti, anche attraverso un’efficace assistenza da remoto che, nel nostro caso, è anche predittiva, quindi in grado di anticipare problemi e aggiornamenti grazie ai VMS VideoGecom Managed Services. Uniformità, praticità e continuità sono le chiavi: se in ogni aula gli strumenti funzionano nello stesso modo, non si deve ricominciare ogni volta da zero e anche l’assistenza è facilitata.
Abbiamo anche raccontato la nostra esperienza con i sistemi immersivi, che oggi rappresentano un vero salto di qualità nella didattica. E non stiamo parlando di “effetto wow”: queste tecnologie aprono la strada a percorsi più inclusivi e di livello più alto, rendendo la partecipazione da remoto realmente coinvolgente e paragonabile all’esperienza in presenza, la comunicazione diretta e senza barriere, la fruizione e condivisione dei contenuti immediata e intuitiva. Modalità che si adattano in particolare alla formazione executive nei Master, dove la richiesta qualitativa è molto alta e l’impatto dell’esperienza decisiva.
Tra i temi centrali della tavola rotonda, anche quello del l’impatto dell’intelligenza artificiale, vista come strumento di supporto all’insegnamento e leva per ripensare i modelli di apprendimento: dall’integrazione di contenuti multimediali generati dall’IA alla proposta di materiali didattici personalizzati, fino al monitoraggio dell’attenzione degli studenti tramite sistemi intelligenti capaci di aiutare i docenti a modulare in tempo reale il ritmo della lezione.
Un altro punto emerso con forza nel dialogo è che la progettazione di spazi educativi richiede un lavoro sinergico tra competenze diverse.: architettura, tecnologia, acustica e didattica devono parlarsi sin dall’inizio, solo così nascono ambienti flessibili e ben integrati, capaci di rispondere davvero ai bisogni delle persone.
Grazie ancora a Officelayout per averci offerto l’opportunità di condividere il nostro punto di vista insieme a:
Benedetta Bardelli – Architetto, Lombardini22
Giovanni Silanos – Manager Service Management, Università Cattolica del Sacro Cuore
Stefano Bonomi – Audio Video Systems and Distance Learning Manager, Università degli Studi di Udine
Mirko Bove – Direttore CTU – Centro per l’Innovazione Didattica e le Tecnologie Multimediali, Università degli Studi di Milano
Andrea Gottardo – Channel Manager Leader, Exhibo Spa
Damiana Luzi – PhD, tecnologie innovative per la didattica e i beni culturali, Università di Firenze / Università di San Marino
Corrado Tagliabue – Direttore Vendite, Tagliabue Sistemi
Marco Trame – CTO e Co-fondatore, Cavea Engineering